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Blu Ray Disc Across the UniverseCONTENUTI SPECIALI DEL BLU-RAY DISC
Commento di Julie Taymor ed Elliot Goldenthal - Creando l'Universo - Dietro le quinte - Le stelle di domani - Tutto sulla musica Across the Universe - Le coreografie - Gli effetti speciali - Brani musicali completi - Scena eliminata - "And I Love Her" - Mr. Kite - Riprese alternative - Galleria: Gli schizzi di Don Nace
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sabato 5 luglio 2008

Le cover dei Beatles pt.2

Dagli U2 a Sergio Mendes, nel segno dei Beatles
E bravo Tommy. Coglie al volo l'occasione del post dedicato alle cover dei Beatles per ricordarci come gli U2 - che almeno a livello di popolarità ne hanno raccolto lo scettro - abbiano più volte manifestato il loro incondizionato amore per i 4 di Liverpool. In particolare mi piace sottolineare la sua citazione del discorso di Bono in apertura di Helter Skelter: «This is a song Charles Manson stole from the Beatles. We're stealing it back». Cosa loro, cosa del grande popolo del rock'n'roll, assolutamente da proteggere e conservare. Un orgoglio da British Invasion di ritorno che contagiò anche i Police all'apice del loro successo americano; dinanzi alla folla urlante dello Shea Stadium di New York (luogo ove si consacrò il mito USA dei Fab Four) il modesto Sting sentì tra i due momenti un'inestricabile analogia: «We would like to thank the Beatles for lending us their stadium». Più che altro, un'ambiziosissima speranza camuffata da passaggio del testimone. E che dire poi dei terribili fratelli Gallagher, sempre in gara tra loro a chi la spara più grossa; anche sui Beatles. Liam (a proposito: canzone preferita, Across The Universe!) una volta si lasciò scappare che se mai un giorno avesse incontrato un extraterrestre, lo avrebbe certamente mandato a quel paese: perché qualunque fosse il suo pianeta, di sicuro non potrebbe vantare i Beatles.

Tra i grandi del rock che si sono avvicinati al prezioso catalogo Lennon-McCartney segnaliamo - tra i tanti - David Bowie (anch'egli alle prese con Across The Universe, su "Young Americans"), gli Aerosmith (Come Togheter e Helter Skelter), i Deep Purple (Help!) e Crosby, Stills, Nash&Young (Blackbird e Drive My Car). Ma, come sottolineavamo l'altra volta, mai come con i Beatles, la forma canzone trova piena universalità attraverso tributi provenienti da ogni genere e latitudine: penso al jazz (la strepitosa Blackbird per solo basso eseguita da Jaco Pastorius, oppure il disco "New Standard" di Herbie Hancock, all'interno del quale il celebre pianista afroamericano ha inserito Norwegian Wood), ma anche alla musica brasiliana. Sua maestà Caetano Veloso, in un vecchio disco del '75 ("Qualquer Coisa") ne infila addirittura 3 in sequenza: Eleanor Rigby, For No One e Lady Madonna. Ma la parte del leone la gioca soprattutto il redivivo Sergio Mendes che, con in suoi Brasil 66, negli anni ha fatto di quelle canzoni un vero e proprio feticcio musiculturale. Guardate il video di Day Tripper e fate buon viaggio!

1 commento:

Tommy ha detto...

Grazie!!! Non sapevo delle cover del duca bianco. Cavolo me le dovrò assolutamente recuperare!! Siete fantastici!!