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Blu Ray Disc Across the UniverseCONTENUTI SPECIALI DEL BLU-RAY DISC
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mercoledì 28 maggio 2008

La psichedelia

Lucy In The Sky With Diamonds
Quando nel 1964 i Beatles si recarono per la prima volta a New York, su precisa richiesta di Lennon ebbero finalmente occasione d'incontrare e conoscere Bob Dylan attraverso il giornalista Al Aronowitz. L'aneddoto, oltre che molto divertente, è soprattutto epocale, perché permise ai Beatles di aprire una dimensione completamente inedita all'interno della musica pop. Tutto avvenne nella suite dell'Hotel Delmonico; dopo un iniziale imbarazzo, Dylan propose ai ragazzi di fumare un po' di marijuana, ma questi ammisero di non averne mai fatto uso prima. La cosa stupì molto Dylan, convinto com'era che la loro canzone I Want To Hold Your Hand contenesse l'inequivocabile verso «I Get High» («Sono sotto effetto»). Lì cominciarono le prime risate: il testo della canzone in realtà recitava innocentemente «I Can't Hide» («Non posso nascondermi») e i 4, agli occhi del più smaliziato Bob, fecero un po' la figura degli ingenui. Dylan e il suo manager a quel punto non si persero affato d'animo e comiciarono a rollare joint in quantità industriale. Il risultato fu un tale scoppio d'ilarità che da quel giorno nel codice dei Beatles «Facciamoci una risata» significò «Facciamoci una fumata». Non solo; McCartney si persuase di essere in un tale stato di grazia mentale che invano chiese venisse registrato tutto quello che gli usciva di bocca in quel momento.

Da allora l'uso delle droghe e gli stati alterati di coscienza raramente avrebbero abbandonato i Beatles durante il processo creativo. Epitome di tutto ciò fu ovviamente quel totem della cultura psichedelica qual è Sgt. Pepper's, all'interno del quale figurava anche la controversa Lucy In The Sky With Diamonds (Lennon ha sempre negato si trattasse di un omaggio all'acido lisergico LSD, citando come ispirazione un disegno del figlio Julian e alcuni scritti di Lewis Carroll, ma le visioni del testo non sembrano lasciar spazio a dubbi). Già in "Revolver" i Fab Four si erano dedicati al tema in canzoni come Doctor Robert (su un famigerato medico newyorkese che riforniva tutte le star dell'epoca, per altro interpretato in Across The Universe da uno straordinario Bono Vox) e Tomorrow Never Knows (tentativo di trasporre in musica l'esperienza lisergica, liberamente ispirato a The Psychedelic Experience, manuale d'uso basato sul Libro dei morti tibetano).
Inutile ribadire che il fim della Taymor punta tantissimo su questo gioco multiplo di citazioni, tra immagini, suoni e colori.

2 commenti:

Roberto ha detto...

bellissimo! non so che darei per vedere la scena tra bob dylan e i beatles... e chissà che sarebbe uscito fuori, se solo avessero permesso a paul di registrare tutto! è veramente un peccato :D

iris ha detto...

veramente! non immagino proprio che sfacelo di cose sarebbero venute fuori.....

cmq secondo me l'interpretazione di Bono è divertente, ma quella che mi ha lasciato più emozioni è quella di joe cocker quando canta come together